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L'agricoltura biologica è un metodo di produzione
(vegetale, animale e per prodotti trasformati) definito e disciplinato a
livello comunitario che permette di favorire la salvaguardia delle risorse
naturali, promuovendo l'equilibrio ecologico e la conservazione
della biodiversità.
In agricoltura biologica è vietato l'utilizzo di sostanze chimiche
di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e
pesticidi in genere) e alla difesa delle colture si provvede innanzitutto
in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo
con tecniche di coltivazione appropriate. In agricoltura biologica si
usano fertilizzanti naturali (sostanze organiche compostate, sovesci,
letame).
Il metodo dell'agricoltura biologica si applica, in maniera regolamentata,
in tutte le fasi della filiera agroalimentare: dall'azienda agricola che
produce il grano, al molino che lo trasforma in farina, sino al fornaio
che produce e mette in vendita il pane, garantendo al consumatore finale
il controllo in tutte le fasi del processo.
I benefici che assicura si ripercuotono fra tutti gli attori della filiera,
dall'agricoltore che ha operato abbattendo i rischi per l'ambiente e per
la sua salute, al trasformatore che ha conferito al prodotto un valore
aggiunto, sino al consumatore che ha acquistato un prodotto sano e rispettoso
dell'ambiente.
Nel nostro paese il mercato del biologico è in notevole espansione:
siamo al primo posto nel mondo per aziende produttrici e di trasformazione
(63.156 unità) e al primo posto in Europa - terzo nel mondo - per
superfici coltivate (il 7,88% della Superficie Agricola Utile).
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